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Fotovoltaico su terreno agricolo: Limiti, Divieti, Autorizzazione
Per le aziende italiane che intendono investire nel fotovoltaico su terreno agricolo, il quadro normativo aggiornato al 2025 pone vincoli precisi, ma concede anche numerose opportunità.
Dal Decreto Agricoltura 2024 (DL 63/2024, convertito con la legge 101/2024) al D.lgs. 199/2021 (attuativo della direttiva RED II), la normativa disciplina con rigore dove, come e quando è possibile installare un impianto fotovoltaico a terra su terreno agricolo.
Vediamo di seguito tutto quello che c’è da sapere sui limiti e di divieti da rispettare e quali autorizzazioni servono per procedere con l’installazione.
Fotovoltaico su terreno agricolo: quando non si può installare
Il fotovoltaico su terreno agricolo, a differenza dell’impianto coi pannelli solari sui tetti, viene installato direttamente a terra, su un’area classificata come agricola nei piani urbanistici comunali.
In pratica, invece di sfruttare superfici già edificate (ad esempio capannoni o tetti di serre), si utilizzano appezzamenti di terreno agricolo per produrre energia elettrica da fonte solare.
La normativa italiana relativa all’installazione di questi impianti è stata drasticamente rivoluzionata con l’entrata in vigore del cd. “Decreto Agricoltura”, che ha imposto i seguenti limiti:
- Zona agricola urbanisticamente classificata: è stato introdotto un divieto generale per i nuovi impianti fotovoltaici con moduli collocati direttamente a terra in aree classificate come agricole;
- Espansione degli impianti esistenti: anche il potenziamento o l’incremento dell’area occupata da impianti già esistenti in zone agricole è vietato, se comporta aumenti della superficie del suolo occupata;
- Compatibilità con l’agricoltura tradizionale: nel caso di installazione di un impianto agrivoltaico (ovvero quando i pannelli sono elevati dal suolo in modo da permettere la coltivazione meccanizzata o il pascolo), alcune restrizioni si allentano, ma restano limiti tecnici e di altezza.
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Divieti ed eccezioni per i nuovi impianti
Come abbiamo detto, la normativa attuale prevede un divieto generale che impedisce alle imprese sia di installare un nuovo impianto fotovoltaico industriale su terreno agricolo, sia di ampliarne uno già esistente.
Ci sono però anche delle eccezioni consentite per determinati casi specifici.
In particolare è possibile:
- Installare un impianto agrivoltaico, con pannelli elevati da terra che consentono l’attività agricola sottostante;
- Continuare la realizzazione di progetti già avviati al momento dell’entrata in vigore del decreto, comprese le procedure amministrative o di valutazione ambientale;
- Installare un impianto fotovoltaico a terra in aree specifiche già compromesse o sottoposte a vincoli d’uso particolari – come cave abbandonate, miniere non più in attività, zone in concessione a Ferrovie dello Stato o aziende aeroportuali, infrastrutture autostradali, aree industriali vicine (entro distanze prefissate) o aree adiacenti a reti/servizi di trasporto – anche se il terreno risulta classificato come agricolo;
- In alcuni determinati casi, è permessa l’installazione di impianti a terra per specifici interventi finanziati tramite fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) o per la creazione delle CER (Comunità Energetiche Rinnovabili).
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Autorizzazioni e iter procedurale
La norma di riferimento della quale tener conto per l’installazione di un fotovoltaico su terreno agricolo è l’art. 20 del D.lgs. 199/2021, modificato dal Decreto Agricoltura (D.L. 63/2024), che ha disposto che le Regioni debbano individuare le “aree idonee” secondo specifici criteri nazionali.
Ogni Regione, quindi, sulla base di regole univoche, deve redigere un proprio elenco di territori dove è consentito realizzare impianti a terra senza incorrere nel divieto generale previsto per i terreni agricoli.
Le procedure autorizzative prevedono:
- Verifica urbanistica e destinazione d’uso: è necessario verificare che il terreno sia realmente classificato come agricolo in base al piano urbanistico, altrimenti devono essere applicate altre regole;
- VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), obbligatoria per impianti di una certa dimensione o in aree con vincoli ambientali, paesaggistici o paesistici;
- Autorizzazione Unica: per gli impianti con potenza elevata o che ricadono in particolari categorie (infrastrutture, grande scala);
- Richiesta di eventuali permessi locali: autorizzazioni edilizie, paesaggistiche ove richiesto, nulla osta degli enti vincolati (ambientali, agricoli, paesistici).
Ci sono state recenti sentenze di diversi TAR (Lazio, Campania, Toscana) che hanno provveduto a rimuovere divieti locali o parti del decreto “Aree idonee” per eccesso di vincolo. I Comuni infatti, non hanno potere di vietare in assoluto se non nei limiti fissati dalla normativa nazionale.
Conclusioni
Nonostante le restrizioni imposte dal Decreto Agricoltura, nel 2025 è ancora possibile per un’impresa installare un fotovoltaico su terreno agricolo, sebbene sia obbligatorio il rispetto di determinati criteri e regole.
È fondamentale dunque per l’installazione affidarsi solo ad imprese qualificate che possano guidarvi dall’inizio alla fine, e che possano condurre opportune analisi del terreno, verificare vincoli e opportunità, e progettare una soluzione adatta che rispetti la normativa vigente e salvaguardi il vostro investimento.
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